Alpine torna a parlare dei commenti social e condanna gli abusi online
Alpine torna, ancora una volta, a prendere posizione contro gli abusi online in seguito al Gran Premio dell’Azerbaijan. Durante quest’ultimo, infatti, Franco Colapinto ha perso il controllo della propria vettura alla ripartenza dopo una Safety Car. Azione che ha provocato un incidente che ha coinvolto, oltre allo stesso Colapinto, anche Pierre Gasly e Lando Norris. Tutti costretti al ritiro.
L’attuale Campione in carica, particolarmente contrariato per l’accaduto, ha espresso ai microfoni tutto il suo dissenso. Sottolineando, tra le altre cose, che il responsabile avrebbe dovuto ricevere “almeno una gara di squalifica“. Nonostante il britannico non abbia citato direttamente alcun nome, le sue parole hanno comunque dato il via a una nuova ondata di attacchi sui social. La maggior parte dei quali rivolta sì a Norris stesso, ma anche a Gasly e ad altri protagonisti del paddock.
Il parere dell’Alpine
In una nota recentemente diffusa, Alpine ha dichiarato: “Quando si corre al limite, gli errori possono capitare. Indipendentemente dal risultato o dall’esito di una gara, però, nessuno dovrebbe essere bersaglio di commenti offensivi o pieni di odio“. Il team, inoltre, ha tenuto a precisare che la condanna degli attacchi online non è rivolta a una tifoseria specifica. “Condannare gli abusi sui social media non è un messaggio rivolto a una particolare fan base o ai sostenitori di una determinata squadra o di un pilota. È un principio universale e un comportamento che deve essere denunciato e riconosciuto come tale da tutti gli appassionati di questo sport“.
“Come già affermato in precedenti occasioni, condanniamo fermamente le reazioni di alcuni tifosi online. Siamo solidali con la Formula 1, la FIA e gli altri team nel voler porre fine a questo fenomeno. È diventato un episodio ricorrente nelle ultime gare, e ciò non può essere tollerato“, appare scritto nella nota.
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Più precisamente, gli ultimi attacchi sono arrivati a pochi giorni dalle indiscrezioni secondo cui Flavio Briatore avrebbe minacciato i media argentini di impedire loro di intervistare nuovamente Colapinto qualora gli episodi di odio fossero proseguiti. E ciò con il rischio di danneggiare l’immagine dell’intero team.


