Tra tutte le bandiere di segnalazione usate nel motorsport, la bandiera gialla è probabilmente la più familiare anche a chi segue le corse solo occasionalmente: il suo compito è avvertire i piloti che qualcosa, lungo il tracciato, rende pericoloso continuare a spingere al limite.

Il significato della bandiera gialla, secondo le regole

La bandiera gialla è disciplinata dall’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale della FIA, lo stesso testo che regola tutte le segnalazioni a bandiera nelle discipline sotto egida FIA. Il suo significato cambia a seconda che venga esposta singolarmente o in coppia: una singola bandiera gialla agitata segnala un pericolo sul bordo o su una parte della pista, impone di ridurre la velocità, vietare i sorpassi ed essere pronti a cambiare direzione. Due bandiere gialle agitate insieme indicano invece che il pericolo ostruisce totalmente o parzialmente la pista, richiedendo una riduzione di velocità più marcata e la disponibilità a fermarsi.

Non è una valutazione lasciata al buon senso del pilota: le linee guida applicate dai commissari FIA specificano che l’onere di dimostrare una riduzione di velocità sufficiente ricade sul pilota stesso, che deve poterlo provare tramite i dati di telemetria.

Le sue “versioni estese” nelle diverse categorie

Quando il pericolo riguarda l’intero circuito e non un solo settore, ogni categoria ha sviluppato una propria variante della bandiera gialla diffusa a tutto il tracciato: la Formula 1 usa la Virtual Safety Car, il WEC e l’Endurance il Full Course Yellow (con la Slow Zone/Code 60 per i tratti limitati), la Formula E una FCY a 50 km/h, mentre nei campionati GT si trovano nomi diversi (Code 60, Caution) per la stessa logica. Le categorie Junior FIA (F2, F3) seguono invece le stesse regole della F1, senza differenze sostanziali. Approfondiremo ciascuna di queste procedure in articoli dedicati.

Cosa succede a chi non la rispetta

Ignorare una bandiera gialla — mancata riduzione di velocità o un sorpasso nella zona interessata — apre un’indagine degli steward al termine della sessione, con sanzioni che vanno dal drive-through penalty a penalità in tempo, posizioni o griglia inflitte a posteriori.