La bandiera rossa è la bandiera più drastica tra quelle di segnalazione. Indica che la sessione, che sia una prova libera, una qualifica o la gara stessa, viene interrotta immediatamente per motivi di sicurezza.
Il significato della bandiera rossa, secondo le regole
Come la bandiera gialla, anche quella rossa è disciplinata dall’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale FIA. Viene esposta quando le condizioni della pista sono giudicate troppo pericolose per proseguire. Per un incidente grave, una barriera da riparare, detriti che la Safety Car non riesce a far rimuovere in sicurezza, o condizioni meteo estreme.
Alla sua comparsa, i piloti devono rallentare immediatamente e in modo controllato, senza creare situazioni di pericolo per chi li segue, e rientrare ai box seguendo le istruzioni della direzione gara. Il cronometro della sessione si ferma (non nelle libere), e le squadre possono effettuare in questa finestra alcune riparazioni, compreso il cambio gomme, che normalmente costituirebbero una sosta ai box vera e propria.
Il mancato rispetto della velocità imposta durante il regime di bandiera rossa è un’infrazione presa sul serio quanto o più di quella per la bandiera gialla. Può portare a un’indagine degli steward al termine della sessione.
Le sue applicazioni nelle diverse categorie
Il principio di base è identico in tutte le categorie sotto egida FIA (F1, Formula E, WEC, Junior), perché condividono lo stesso Codice Sportivo Internazionale. Le differenze più interessanti riguardano piuttosto cosa succede dopo: le procedure di ripartenza, il congelamento delle posizioni e dei distacchi, e — soprattutto nell’Endurance, dove le gare durano ore anziché minuti — quanto un’interruzione prolungata possa incidere su strategie di rifornimento e cambi pilota. Sono proprio questi aspetti, diversi da categoria a categoria, che meritano un articolo dedicato a parte.