Se la bandiera gialla è il segnale di allarme, la bandiera verde ne è il naturale contraltare. Comunica ai piloti che il pericolo è stato rimosso o superato e che si può tornare a spingere normalmente, sorpassi compresi. È una bandiera “di chiusura”, che dà senso compiuto a ogni sequenza di gialle esposte lungo il tracciato. Per questo, la sua lettura corretta da parte dei piloti è tanto importante quanto quella del segnale di pericolo che la precede.
Il significato della bandiera verde, secondo le regole
Anche la bandiera verde è disciplinata dall’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale della FIA, il regolamento che definisce il codice delle segnalazioni comuni a tutte le discipline sotto egida FIA. Il suo significato è duplice, a seconda del contesto in cui viene esposta. In occasione della partenza o della ripartenza di una sessione, comunica il via libera. Lungo il percorso, invece, segnala la fine di una zona di pericolo, indicando ai piloti che da quel punto in poi le condizioni di gara tornano normali e che i sorpassi, vietati nel tratto precedente, sono di nuovo consentiti.
Quando viene esposta
Le situazioni tipiche in cui compare una bandiera verde sono sostanzialmente tre. La prima è l’avvio di una sessione, quando i commissari danno il via libera ai piloti per scendere in pista. La seconda, e probabilmente la più frequente in gara, è la chiusura di una zona di bandiera gialla locale. Quando il pericolo che ha reso necessaria l’esposizione della gialla è stato rimosso o messo in sicurezza, la postazione di bandiera immediatamente successiva a quella interessata espone la verde, a indicare ai piloti esattamente da dove riparte la zona libera.
È una staffetta di segnalazioni pensata per evitare ambiguità. La gialla dice dove rallentare, la verde dice dove si può tornare a spingere. La terza situazione riguarda il restart dopo una fase di neutralizzazione dell’intera gara, momento in cui la bandiera verde, conferma il ripristino delle normali condizioni di gara.
Perché è importante quanto la bandiera gialla
Un errore di lettura sulla bandiera verde può essere pericoloso quanto ignorare una gialla. Un pilota che non recepisce il segnale di via libera rischia di continuare a rallentare inutilmente in un punto dove gli avversari stanno già accelerando, esponendosi a essere tamponato o a perdere posizioni per una gestione errata del ritmo. Al contrario, sapere con precisione dove finisce la zona di cautela permette di ripartire all’attacco nel punto esatto in cui il regolamento lo consente. Un dettaglio che nelle categorie più competitive può fare la differenza in fase di sorpasso o di difesa della posizione.