Quando un incidente, un detrito pericoloso o condizioni meteo avverse rendono la pista temporaneamente insicura su un tratto troppo esteso per essere gestito con una bandiera gialla locale, la direzione gara può decidere di neutralizzare l’intera corsa inviando in pista la Safety Car. Il suo compito è raggruppare il gruppo dietro di sé a velocità ridotta, permettendo ai commissari di intervenire in sicurezza senza fermare la gara con una bandiera rossa.
A cosa serve e quando viene richiamata
La Safety Car entra in gioco quando la direzione gara ritiene che il pericolo presente in pista richieda un intervento più lungo o più esteso di quanto sia gestibile con la sola riduzione di velocità imposta da una o due bandiere gialle. A differenza della Virtual Safety Car, che si limita a imporre un delta di velocità senza schierare un veicolo reale, la Safety Car fisica scende in pista. Esce dalla pit lane e si posiziona davanti alla vettura in testa alla corsa. Dà così a tutto il gruppo un riferimento comune a cui allinearsi.
La procedura di schieramento e le regole per i piloti
Una volta comunicato lo schieramento, i piloti vengono informati tramite pannelli luminosi, luci sul cruscotto e messaggi radio del team. Da quel momento, secondo il regolamento sportivo FIA, è vietato sorpassare qualsiasi altra vettura, inclusa la Safety Car stessa. L’unica eccezione è il tratto di pista compreso tra l’uscita e il rientro della pit lane, dove un pilota può superare un rivale se quest’ultimo sta entrando o uscendo dai box.
Le vetture devono inoltre formare un gruppo compatto e ordinato dietro la Safety Car, senza lasciare gap eccessivi tra un’auto e l’altra. La direzione gara può segnalare ai ritardatari di chiudere la fila. Durante questa fase sono vietati anche i doppi cambi di direzione e le manovre difensive aggressive, e in molte occasioni si sospendono le eventuali penalità da scontare come drive-through.
La gestione dei doppiati
Uno dei momenti più delicati riguarda le vetture doppiate dal leader di gara. Fino al 2021 il regolamento lasciava margine di interpretazione su quali doppiati potessero recuperare il giro perso prima del restart. Un’ambiguità che è esplosa clamorosamente nel finale del GP di Abu Dhabi 2021: solo cinque delle vetture doppiate furono autorizzate a passare la Safety Car. Per evitare che si ripetesse una situazione simile, la FIA ha riscritto la norma per la stagione 2022. Quando la direzione gara decide di far rientrare la Safety Car, tutte le vetture doppiate devono poter superare il gruppo e la Safety Car per rimettersi in linea con il giro del leader, prima che la vettura di sicurezza rientri ai box.
Rientro ai box e restart della gara
Quando la direzione gara ritiene concluse le condizioni di pericolo, comunica a tutti i team contemporaneamente che i doppiati sono autorizzati a recuperare il giro. Completata questa fase, la Safety Car rientra in pit lane al termine del giro successivo. Il segnale del rientro imminente viene dato spegnendo le luci arancioni del tetto della vettura di sicurezza. Da quel momento i piloti restano vincolati al divieto di sorpasso fino al superamento della linea di Safety Car tracciata sull’asfalto.
Solo dopo aver tagliato quel riferimento per la prima volta, con la Safety Car ormai rientrata ai box, la gara riparte ufficialmente. Tornano in vigore le normali regole di sorpasso, DRS compreso (per le vetture che ancora lo utilizzano)(che resta comunque disattivato per almeno un giro dal restart).
Differenze tra le categorie
Il principio della Safety Car è condiviso da quasi tutte le discipline del motorsport, ma le procedure di dettaglio variano. Nel WEC, ad esempio, la Safety Car vera e propria convive con il Full Course Yellow. In IndyCar, il restart avviene tipicamente in singola fila con le vetture tenute ravvicinate senza vuoti prima del via libera. Nelle categorie GT il concetto si ritrova sotto denominazioni diverse ma con la stessa logica di fondo: raggruppare il gruppo, azzerare i distacchi accumulati e ripartire in condizioni di sicurezza verificata.