Quando un pericolo in pista può essere gestito rapidamente, senza la necessità di raggruppare fisicamente le vetture dietro un’auto di sicurezza, la Formula 1 ricorre alla Virtual Safety Car (VSC): una procedura elettronica che impone a tutti i piloti di rallentare in modo uniforme, restando entro un tempo minimo stabilito dalla direzione gara, mentre commissari o mezzi di soccorso intervengono in sicurezza sul tracciato.

Perché è stata introdotta la Virtual Safety Car?

La VSC ha debuttato nel campionato 2015, in seguito al grave incidente occorso a Jules Bianchi al Gran Premio del Giappone 2014 a Suzuka. Il pilota francese perse il controllo della propria vettura urtando una gru intervenuta per rimuovere un’altra auto, in condizioni di doppia bandiera gialla. L’episodio mise in evidenza i limiti di un sistema di segnalazione affidato solo alla riduzione di velocità volontaria dei piloti, e la FIA sviluppò una procedura capace di imporre un rallentamento controllato e verificabile in tempo reale su tutto il tracciato, senza dover necessariamente schierare la Safety Car fisica, con i tempi più lunghi che questa comporta per essere recuperata e per il conseguente raggruppamento del gruppo.

Come funziona tecnicamente

La procedura è disciplinata dal Regolamento Sportivo della Formula 1. Quando viene attivata, ogni vettura riceve sul volante l’indicazione di un delta time, cioè un tempo minimo di riferimento che il pilota non può violare. Il rispetto di questo limite viene verificato dalla direzione gara attraverso il rilevamento della posizione e della velocità di ogni auto a intervalli regolari lungo il percorso, ripartito nei consueti tre settori marshalling. Contestualmente, sui pannelli a bordo pista e sulle luci di ogni singola vettura compaiono segnali gialli, a indicare la fase di neutralizzazione in corso. Durante la VSC è vietato il sorpasso, salvo i casi previsti dal regolamento (ad esempio una vettura che sta chiaramente rientrando ai box). Inoltre, è vietato guidare in modo inutilmente lento, irregolare o potenzialmente pericoloso.

Le sanzioni per chi non rispetta i tempi

Il rispetto del delta time non è facoltativo: chi transita sotto il tempo minimo imposto in uno dei settori, anche per una frazione di secondo, viene segnalato dal sistema e può essere convocato dagli steward per un’indagine post-gara o, nei casi più evidenti, sanzionato durante la corsa stessa. Le penalità applicate variano a seconda della gravità e della reiterazione dell’infrazione. Vanno da penalità in tempo (5 o 10 secondi) fino, nei casi più marcati, a un drive-through o a uno stop-and-go. La valutazione tiene conto anche di quanto il pilota sia rimasto sotto la soglia minima e in quanti settori.

La fine della VSC e il restart

Quando il direttore di gara ritiene che la situazione di pericolo sia rientrata, viene diffuso il messaggio “VSC Ending” attraverso il sistema di messaggistica ufficiale: la Virtual Safety Car, termina Da quel momento, entro una breve finestra temporale intenzionalmente variabile (per evitare che i team possano calcolare con precisione il momento esatto del via libera) i pannelli lungo il tracciato passano dal giallo al verde. I piloti sono liberi di tornare a spingere immediatamente, riprendendo la gara a tutti gli effetti.