Situato nel celebre Parco Reale, l’Autodromo Nazionale di Monza è uno dei tracciati più iconici della storia del motorsport. La pista è stata costruita nel 1922. Da allora, il circuito lombardo ha ospitato quasi tutte le edizioni del Gran Premio d’Italia di Formula 1. Pertanto, è diventato una vera cattedrale per gli appassionati di motori. Inoltre, il tracciato è conosciuto in tutto il mondo come il “Tempio della Velocità”. Infatti, Monza rappresenta una sfida unica per piloti e ingegneri. Qui l’aerodinamica viene ridotta al minimo, mentre i motori spingono al massimo.
Dati tecnici
| Località | Monza, Italia |
| Tipologia | Circuito permanente |
| Costruzione | 1922 |
| Lunghezza | 5,793 km |
| Curve | 11 |
| Record in qualifica | 1:18.792 — Max Verstappen, Red Bull, 2025 |
| Record sul giro in gara | 1:20.901 — Lando Norris, McLaren, 2025 |
Lunghezza e caratteristiche del tracciato
Il layout attuale misura 5.793 metri e comprende 11 curve. Tra i punti chiave della pista troviamo: la Variante del Rettifilo, una frenata violentissima alla fine del rettilineo principale (le auto passano da 350 km/h a meno di 80 km/h); la Variante della Roggia, una chicane molto impegnativa che richiede grande precisione sui cordoli; le Curve di Lesmo, due pieghe a destra molto veloci dove è fondamentale mantenere un’elevata velocità di percorrenza; e la Variante Ascari, una sequenza fluida e molto spettacolare.
La Curva Parabolica intitolata a Michele Alboreto
Tra le pieghe del tracciato, la più celebre è sicuramente la Curva Parabolica. Nel 2021 la curva è stata intitolata a Michele Alboreto, a vent’anni dalla scomparsa del pilota milanese. Si tratta di un lungo raggio verso destra che immette sul rettilineo dei box. Saper impostare la Parabolica è fondamentale per il tempo sul giro: un piccolo errore compromette l’uscita e impedisce i sorpassi. L’asfalto ha sostituito parte della via di fuga in ghiaia, ma la Parabolica resta una delle curve più tecniche del Mondiale.
I record all’Autodromo Nazionale di Monza
Il soprannome “Tempio della Velocità” non è casuale: a Monza si registrano le medie orarie più alte di tutto il calendario di Formula 1. Nel 2020, Lewis Hamilton ha conquistato la pole position a 264,362 km/h di media, battendo il precedente record di Kimi Räikkönen del 2018. Con la scia e il DRS aperto, le monoposto hanno superato anche i 370 km/h. Il record assoluto in qualifica appartiene a Max Verstappen, capace di girare in 1:18.792 nel 2025, superando il precedente primato di Lewis Hamilton del 2020. Il giro record in gara appartiene a Lando Norris, con un tempo di 1:20.901.
Il legame indissolubile con la Ferrari e i tifosi
Monza non è solo telemetria, ma rappresenta una passione viscerale: il legame con la Scuderia Ferrari costituisce il cuore del Gran Premio d’Italia. Per Maranello questa è la gara di casa, e ogni anno le tribune si tingono di rosso. Tra i momenti storici si ricordano: la vittoria del 1988, una doppietta leggendaria con Berger e Alboreto arrivata a poche settimane dalla scomparsa di Enzo Ferrari; l’era Schumacher, con i trionfi del Kaiser che hanno fatto esplodere la gioia dei tifosi sotto il podio; i trionfi di Leclerc, con le vittorie del 2019 e del 2024 che hanno riacceso l’entusiasmo della marea rossa negli ultimi anni. Infine, la cerimonia del podio a Monza è tra le più spettacolari al mondo, con l’invasione di pista che crea un’atmosfera unica nel motorsport.