Il Sepang International Circuit, situato a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, non fa più parte del calendario di Formula 1. Il tracciato malese ha ospitato il Gran Premio di Malesia dal 1999 al 2017, per un totale di diciannove edizioni, prima di essere escluso dal calendario iridato a partire dalla stagione 2018. Resta tuttavia un impianto di primissimo livello, tappa fissa del Motomondiale e sede di numerose competizioni motoristiche regionali. Sepang fu uno dei primi grandi progetti dell’architetto tedesco Hermann Tilke, che qui gettò le basi di un modo nuovo di concepire i circuiti moderni: layout ampi, lunghi rettilinei per favorire i sorpassi e curve a raggio variabile pensate per mettere alla prova sia i piloti sia gli ingegneri aerodinamici.

Località Sepang, Selangor, Malesia
Tipologia circuito permanente
Progettista Hermann Tilke
Costruzione 1999
Lunghezza 5,543 km
Curve 15
GP di Formula 1 disputati 1999–2017
Record sul giro in gara 1:34.080 — Sebastian Vettel, Ferrari, 2017

Diciannove anni di Gran Premi di Malesia

Il primo Gran Premio di Malesia si disputò nell’ottobre 1999, e fu subito chiaro che Sepang rappresentava qualcosa di diverso rispetto ai tracciati classici del Mondiale: ampio, moderno, dotato di infrastrutture all’avanguardia per l’epoca. Nel corso di diciannove edizioni il circuito regalò gare memorabili, spesso condizionate dal meteo tropicale, con temporali improvvisi capaci di stravolgere gli equilibri di gara. Tra i vincitori più ricorrenti figurano Michael Schumacher e Sebastian Vettel, autore peraltro del record sul giro tuttora ufficiale, fermato a 1:34.080 nell’edizione del 2017, l’ultima disputata a livello iridato. Proprio quella gara, vinta da Max Verstappen, chiuse simbolicamente l’era di Sepang in Formula 1: da tempo il pubblico locale era in calo, con l’ultima edizione che registrò un riempimento degli spalti attorno al 55-60% della capacità. A fronte di costi di organizzazione elevati, stimati in circa 300 milioni di ringgit l’anno, e di un ritorno economico ritenuto insufficiente, gli organizzatori malesi scelsero di non rinnovare il contratto con la Formula 1, chiudendo un capitolo importante ma economicamente non più sostenibile.

Un layout esigente, tra caldo torrido e rettilinei infiniti

Al netto dell’addio alla Formula 1, le caratteristiche tecniche di Sepang restano un riferimento nel motorsport asiatico. Il tracciato alterna rettilinei molto lunghi, ideali per generare scia e favorire i sorpassi, a curve di raggio ampio che richiedono carico aerodinamico e un buon bilanciamento meccanico della vettura. La combinazione più impegnativa è probabilmente quella tra le curve 5 e 6, una doppia piega a velocità sostenuta che mette a dura prova gli pneumatici. Ma l’insidia più grande a Sepang non è mai stata solo tecnica: il clima equatoriale, caldo-umido, con temperature dell’asfalto che in gara possono superare i 60 gradi, ha sempre reso questo circuito uno dei più duri del calendario dal punto di vista fisico, sia per i piloti sia per l’affidabilità meccanica delle monoposto. Oggi Sepang mantiene viva la propria vocazione motoristica soprattutto grazie al Motomondiale, che vi disputa una tappa ormai storica: i vertici del circuito hanno più volte ribadito la volontà di non ripetere con la MotoGP l’errore commesso con la Formula 1, puntando a preservare un evento che resta uno dei più sentiti del panorama asiatico a due ruote.