Arrivano nuove polemiche contro il regolamento FIA, stavolta da ex piloti
La Formula 1 continua a fare i conti con le polemiche legate al regolamento tecnico 2026. Dopo mesi di critiche da parte di piloti e addetti ai lavori, anche l’ex pilota e progettista Pat Symonds ha puntato il dito contro la FIA, accusandola di non essere intervenuta con sufficiente tempestività per correggere le criticità emerse durante la definizione delle nuove regole.
Secondo Symonds, molti dei problemi che oggi limitano lo spettacolo erano prevedibili già nelle prime fasi di sviluppo del regolamento. In particolare, il sistema che assegna un peso molto maggiore alla componente elettrica delle power unit ha prodotto monoposto costrette a gestire l’energia in modo estremamente conservativo, con piloti spesso obbligati ad alzare il piede nei rettilinei per ricaricare le batterie.
Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe dovuto spingere la FIA ad agire con maggiore decisione prima dell’entrata in vigore delle norme. L’ex tecnico britannico ha definito il risultato finale come un compromesso poco riuscito, nato dall’esigenza di mettere d’accordo interessi molto diversi tra costruttori e federazione.
Le responsabilità della governance
La Federazione, però, respinge le accuse. Nikolas Tombazis, responsabile delle monoposto FIA, ha spiegato che l’organismo aveva individuato alcune criticità già anni fa, ma il sistema decisionale della Formula 1 non consentiva modifiche unilaterali. Per intervenire era necessario ottenere il consenso di team e motoristi, consenso che non è mai arrivato.
Tombazis ha ammesso che sarebbe stato preferibile correggere alcuni aspetti prima del debutto delle nuove vetture, definendo “un peccato” non essere riusciti a trovare un accordo. Allo stesso tempo ha ribadito che la FIA non è rimasta immobile e che, una volta verificati i problemi in pista, ha avviato il processo per modificare il regolamento tecnico già nel corso della stagione.
Il futuro delle regole
Le prime correzioni sono già state approvate e puntano soprattutto a ridurre gli effetti della gestione energetica, aumentando la guidabilità delle monoposto e migliorando la sicurezza. L’obiettivo è limitare le brusche perdite di velocità nei rettilinei, uno degli aspetti più criticati da piloti e appassionati.
Il confronto, tuttavia, resta aperto. Le parole di Symonds riaccendono il dibattito sulla capacità della governance della Formula 1 di reagire rapidamente quando emergono problemi tecnici. Una questione destinata a rimanere centrale anche nei prossimi mesi, mentre FIA, squadre e costruttori lavorano per trovare un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e qualità dello spettacolo.


