Formula 1 e tensioni in Medio Oriente: calendario in evoluzione per il finale 2026 e sguardo al 2027

Le tensioni e il conflitto scoppiato lo scorso febbraio in Medio Oriente, continuano a tenere in scacco la Formula 1. Il Circus segue da vicino l’evoluzione della situazione, per riorganizzare il finale del campionato 2026 e definire con certezza il calendario 2027, la cui pubblicazione è ormai imminente.

Già ad aprile si è resa necessaria la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita. Ora l’attenzione è tutta rivolta alle tappe conclusive di Qatar e Abu Dhabi.

Al momento, l’unica decisione ufficiale riguarda il recupero del GP del Bahrain, che si disputerà in Malesia sul circuito di Sepang nel fine settimana dal 2 al 4 ottobre. Per conoscere quali gare chiuderanno definitivamente la stagione, bisognerà attendere ancora qualche settimana: Liberty Media ha infatti rinviato ogni decisione a metà settembre, come confermato da Stefano Domenicali in un recente incontro con la stampa.

Qualora non fosse possibile correre in Qatar e ad Abu Dhabi, Imola potrebbe rientrare in scena. Il tracciato del Santerno tornerebbe così in calendario, per ospitare il finale di stagione subito dopo il Gran Premio di Las Vegas, nel weekend dal 27 al 29 novembre.

Lo sguardo al 2027

L’incertezza legata alla guerra rischia di condizionare anche l’avvio del campionato 2027, minacciando sia i test pre-stagionali a Sakhir sia le gare di Bahrain e Jeddah. Questo clima incerto ha ritardato l’annuncio ufficiale del calendario, che solitamente viene pubblicato durante l’estate.

Inizialmente, la Formula 1 ipotizzava di aprire la stagione in Medio Oriente il 14 e il 21 marzo (Barhain seguito da Jeddah), per poi proseguire con una tripletta composta da Australia, Giappone e Cina tra il 4 e il 18 aprile (come aveva anticipato la testata The Race).

Tuttavia, con il prosieguo del conflitto, si valutano scenari alternativi:

Inaugurare la stagione a Shanghai, con il Gran Premio di Cina che diventerebbe il primo round 2027, seguita dal Gran Premio del Giappone. L’Australia, che negli ultimi anni ha avuto l’onore di aprire le danze di una nuova stagione di Formula 1, questa volta non potrà farlo: i lavori di ammodernamento dell’edificio che ospita i box, non saranno completati in tempo. Pertanto, il terzo round del prossimo campionato sarà con ogni probabilità a Melbourne.

Se la situazione in Medio Oriente non dovesse stabilizzarsi in tempo per il via del campionato, la Formula 1 valuterà se recuperare quelle tappe nel mese di aprile o farle slittare più avanti nella stagione. In ogni caso, Stefano Domenicali ha ribadito la ferma intenzione di mantenere la quota di 24 Gran Premi previsti, ricorrendo a soluzioni alternative se necessario.