La Formula 1 in Argentina ha scritto alcune delle pagine più memorabili della storia del Mondiale, come quando nel 1955 Buenos Aires ci fu una delle gare più infernali nella storia della Formula 1. Quasi 40 °C nell’aria, oltre 50 sull’asfalto e monoposto trasformate in fornaci. Juan Manuel Fangio resistette per tre ore e vinse davanti al proprio pubblico, scrivendo una delle pagine simbolo del rapporto tra l’Argentina e il Mondiale.
Settant’anni dopo, quel legame potrebbe tornare d’attualità. L’ultimo GP argentino risale al 1998, ma oggi Buenos Aires lavora concretamente per riportare la Formula 1 nel Paese. E a riaccendere una passione mai realmente scomparsa è stato soprattutto Franco Colapinto.
Colapinto riaccende la passione
Dal debutto con Williams nel 2024, il pilota di Pilar è diventato un fenomeno nazionale. Il suo showrun a Buenos Aires ha richiamato una folla impressionante di circa 600 000 spettatori, confermando così quanto l’Argentina sia ancora affamata di Formula 1.
Liberty Media ha numerosi pretendenti per i pochi posti disponibili nel calendario: Germania, Thailandia, Corea del Sud, Ruanda e Sudafrica sono soltanto alcuni. Buenos Aires, però, può offrire qualcosa di immediatamente riconoscibile: un pubblico già coinvolto e un pilota capace di mobilitare un’intera nazione.
Il rischio è che proprio questo diventi anche il punto debole della candidatura. Un Gran Premio non può dipendere esclusivamente dalla presenza di Colapinto. La sua popolarità può aprire la porta alla Formula 1, ma l’Argentina dovrà dimostrare di avere abbastanza forza per mantenerla aperta anche in futuro.
Il ritorno della Formula 1 in Argentina
Al centro del progetto c’è la profonda ristrutturazione dell’Autódromo Oscar y Juan Gálvez. L’obiettivo è riportare prima la MotoGP e successivamente ottenere il Grade 1 necessario per ospitare la Formula 1.
Il 2027 potrebbe diventare un’opportunità soltanto in circostanze particolari, mentre il 2028 appare una prospettiva più concreta. Con un calendario già estremamente affollato e diversi Paesi pronti a investire, però, la concorrenza sarà durissima.
Ed è qui che nasce la domanda fondamentale: cosa può offrire oggi l’Argentina alla Formula 1?
La storia non basta
La risposta non può essere soltanto Fangio, né soltanto Colapinto. Buenos Aires offre una grande tradizione automobilistica, un pubblico appassionato e la possibilità di rafforzare la presenza della F1 in Sud America, oggi limitata al Brasile.
Ma la Formula 1 moderna guarda anche a infrastrutture, sostenibilità economica e valore commerciale. Il nuovo Gálvez dovrà quindi dimostrare di essere all’altezza di concorrenti economicamente molto forti.
La storia rende affascinante il ritorno. Colapinto lo rende improvvisamente possibile. Ma saranno il circuito, gli investimenti e la capacità di costruire un progetto duraturo a decidere se Buenos Aires potrà davvero tornare nel Mondiale.
Settant’anni fa Fangio fece innamorare l’Argentina della Formula 1. Oggi Colapinto ha riacceso quella scintilla. Stavolta, però, toccherà al Paese dimostrare di saperla tenere accesa.


