GP del Bahrain in Malesia: per McLaren e i suoi piloti Sepang è tutta da scoprire

Sono passati 9 anni dall’ultimo appuntamento della Formula 1 a Sepang e per Lando Norris e Oscar Piastri si tratta di una prima assoluta sul circuito malesiano. Per il team McLaren diventano quindi fondamentali le prove libere del venerdì sul tracciato che domenica ospiterà il GP del Bahrain, in Malesia. Una circostanza particolare: gli organizzatori hanno deciso di recuperare la gara, cancellata ad aprile a causa della guerra in Iran, trovando una sede alternativa.

La squadra di Woking ha stilato un programma dedicato per le FP1 e le FP2, per far conoscere meglio il tracciato ai piloti ma anche per approfondire il comportamento degli aggiornamenti portati in Azerbaijan. Le temperature elevate, il degrado delle gomme, le condizioni dell’asfalto e il meteo restano i temi chiave dei debriefing. Durante la seconda sessione di prove, infatti, l’asfalto ha raggiunto i 60 °C e McLaren ritiene che possa servire più di una sosta. Per il weekend sembra inoltre prevista la pioggia, che potrebbe rendere la situazione ancora più imprevedibile.

Le parole dei piloti

Lando Norris descrive così il venerdì: “Una prima giornata interessante qui al Gran Premio del Bahrain in Malesia. È stato bello percorrere i nostri primi giri su questo circuito: è una pista divertente e rappresenta una sfida interessante in termini di tracciato e superficie. Stiamo faticando più di quanto vorremmo“, continua, “ma abbiamo fatto alcuni progressi in vista della FP2. Abbiamo ancora parecchi problemi da risolvere se vogliamo essere competitivi, ma questa sera analizzeremo i dati e vedremo cosa possiamo fare in vista della FP3 e delle qualifiche di domani”.

Più loquace – stranamente – il compagno di squadra Oscar Piastri: “Il venerdì del Gran Premio del Bahrain in Malesia è terminato. Per noi è stata una giornata discreta. Dalle FP1 alle FP2 abbiamo compiuto progressi significativi, il che significa che abbiamo concluso bene la giornata. Le nostre simulazioni di qualifica e i giri più lunghi sono andati piuttosto bene. Ma abbiamo ancora molto da capire durante la notte e molto altro da imparare su come correre qui. Le vere prestazioni sui lunghi giri per tutta la griglia, noi compresi, sono ancora un po’ un’incognita per tutti, ma sembra che potremmo essere in lizza”.

“Il circuito è bello da guidare”, prosegue, “ma stiamo scoprendo che l’aderenza e l’elevato degrado delle gomme rappresentano una vera sfida. Dobbiamo comprendere meglio entrambi questi aspetti durante la notte per posizionarci al meglio in vista delle qualifiche. Il nostro obiettivo è sfruttare lo slancio positivo di oggi ed estrarre il massimo delle prestazioni possibili per assicurarci di essere competitivi”, conclude fiducioso l’australiano.

McLaren al GP del Bahrain in Malesia: il venerdì nelle parole di Randy Singh

“Oggi le condizioni della pista ci hanno piuttosto sorpreso“, racconta il Senior Director, Racing del team papaya. “Era molto più irregolare e presentava più aderenza rispetto a quanto suggerissero le nostre previsioni iniziali. Questo ha rappresentato una sfida nella FP1, dove abbiamo faticato a portare la vettura in una finestra ottimale. Tuttavia, il team ha svolto un lavoro fantastico, sia qui in pista che in fabbrica, analizzando i dati e mettendo a punto la vettura in modo molto migliore per la seconda sessione. Ci siamo sentiti molto più a nostro agio nelle FP2 e abbiamo compiuto un solido passo avanti“.

Dopo diverse gare con un degrado minimo, tanto che Pirelli ha dichiarato di voler rendere le gomme più degradanti per favorire le strategie a due soste, in Malesia il consumo degli pneumatici torna a essere un fattore chiave per Singh: “Il degrado delle gomme è stato il tema principale: è rimasto costantemente elevato per tutta la giornata e sarà sicuramente un fattore determinante in gara. La superficie calda e abrasiva mette a dura prova le gomme”.

“Dal punto di vista strategico, l’elevato degrado spinge naturalmente verso una strategia a due soste, poiché i numeri rendono molto difficile una strategia a tre soste senza altri fattori come la Safety Car. Abbiamo ancora molto lavoro da fare per mettere a punto tutto in vista delle qualifiche, ma siamo concentrati sullo sfruttamento del pieno potenziale del nostro pacchetto”.