L’ascesa di Lewis Hamilton in Ferrari
Con 11 gare ormai alle spalle, la Ferrari arriva alla pausa estiva con una possibilità che pochi avrebbero immaginato a inizio stagione: giocarsi il Mondiale Piloti. A guidare la rincorsa non è però Charles Leclerc, ma Lewis Hamilton, secondo in classifica a soli 50 punti da Andrea Kimi Antonelli. Un distacco importante, ma non ancora definitivo, considerando che Ferrari è riuscita a ridurre sensibilmente il gap prestazionale dalla Mercedes grazie a un aggressivo programma di sviluppo.
A rendere ancora più interessante la lotta iridata è il diverso andamento delle due squadre. Se Mercedes continua a essere il punto di riferimento sul piano della velocità pura, Ferrari ha costruito la propria rimonta su costanza e affidabilità, approfittando anche dei problemi tecnici che hanno tolto punti preziosi ad Antonelli e Russell. Proprio per questo la seconda parte della stagione potrebbe trasformarsi in un’occasione irripetibile per il team, purché quest’ultimo riesca ad evitare qualsiasi errore strategico o gestionale.
Ordini del team: può Ferrari davvero permettersi la neutralità?
Il Gran Premio d’Ungheria ha acceso inevitabilmente il dibattito. Dopo la penalità per eccesso di velocità in pit lane, Hamilton ha perso il quarto posto a favore del proprio compagno Charles Leclerc per soli 0,7 secondi. Questo ha portato il britannico a 50 punti di distacco dal campione in carica Kimi Antonelli, piuttosto che i 48 punti che vi sarebbero stati se fosse arrivato quarto. Due punti di differenza che nell’ottica di un Mondiale ancora lungo potrebbero sembrare trascurabili, ma che raccontano un problema ben più ampio: Ferrari è disposta a sacrificare qualche punto pur di non favorire uno dei suoi piloti?
La risposta data da Frédéric Vasseur è molto chiara. Per il team principal sarebbe stato “ingiusto” chiedere a Leclerc di rallentare per proteggere la posizione di Hamilton. Una scelta comprensibile dal punto di vista sportivo, ma che potrebbe rivelarsi un limite nella corsa al titolo. Quando un team schiera due piloti di così alto livello come il 7 volte campione del mondo Lewis Hamilton Hamilton e “il predestinato” Charles Leclerc, mantenerne l’assoluta parità è un principio nobile. Tuttavia, se l’obiettivo è quello di riportare un titolo a Maranello dopo quasi 20 anni, prima o poi potrebbe rendersi necessaria una decisione tanto scomoda quanto determinante.
In Formula 1, raramente i mondiali si decidono esclusivamente per la velocità di una singola vettura. Molto più spesso sono quelle decisioni prese proprio nei momenti chiave e nelle istituzioni più complesse a fare la differenza. Se Ferrari vuole interrompere un digiuno che ormai va avanti da diversi anni, dovrà dimostrare di saper scegliere e di essere in grado di attuare la giusta strategia, anche se questo può significare scontentare qualcuno.


