A Nurburgring nel 1984, Ayrton Senna affronta la sua prima ed ultima gara di WEC

Il 15 luglio 1984, Ayrton Senna partecipò alla 1000 km del Nurburgring, una gara WEC (Campionato del Mondo Endurance) che comprendeva le tradizionali gare di lunga distanza. Una decisione presa grazie al suggerimento del portoghese Domingos Piedade, in quegli anni amico e “mentore” del campione brasiliano, che ha spinto il team Joest Racing a ingaggiarlo.

Al suo fianco c’erano Stefan Johansson, suo futuro compagno alla Toleman-Hart, e Henri Pescarolo, per quattro volte vincitore della 24 ore di  Le Mans. Il prototipo era una Porsche 956 2600 Turbo Flat-6 in livrea New-Man, colorazione giallo, bianco e nero. In gara con la Lancia LC2 Martini, c’era anche il team Patrese/Wollek e Nannini/Barilla.

Senna arrivò sul circuito per le prove della gara con la sua solita professionalità, parlando con ingegneri e meccanici, ed affrontò senza esitazioni le difficoltà di guidare per la prima volta un prototipo su pista bagnata.

Norburgring 1984 WEC Senna
©ayrton-senna.net

Anche le qualifiche si svolsero su bagnato ma, nonostante ciò, il brasiliano riuscì a registrare il miglior tempo tra i suoi compagni, guadagnandosi il settimo posto. E ciò a circa tre secondi dal poleman, Stefan Bellof. Ma, considerando la media dei tempi, il team partì in nona posizione.

Alla partenza della gara, Pescarolo si mise per primo alla guida. Tempo qualche giro, però, il cavo della frizione iniziò a dare problemi, obbligando la vettura a fermarsi ai box per ben 15 minuti, perdendo così 8 giri. Dopo il leggendario campione, a prendere il volante fu Senna e, tempo qualche giro, iniziò a piovere.

La pioggia non ferma Senna

Ayrton decise di non rientrare ai box per il cambio pneumatici ma di fare solamente il pit stop programmato. In quei sette giri prima della sosta, il brasiliano continuò a correre con le mescole da asciutto, dimostrando una grande padronanza del mezzo. Dopo la fermata rientrò in pista segnando una serie di giri veloci consecutivi e mantenendo un ritmo irraggiungibile per gli altri piloti.

La gara si concluse con la conquista dell’ottavo posto, totalizzando complessivamente 197 giri. Sul gradino più alto salirono Stefan Bellof e Derek Bell con la Porsche del team Rothmans. Dietro di loro David Hobbs e Thierry Boutsen, sempre con la Porsche livrea Rothmans. Terza la Lancia LC2 Martini di Paolo Barilla ed Alessandro Nannini.

Nurburgring 1984 WEC Senna
©Martin Lee

Prima del termine della gara, Ayrton era già lontano dal circuito, pronto per prendere un volo verso l’Inghilterra. Luogo in cui lo aspettava il team della Toleman per dei test. Nel dopo gara, il team principal Reinhold Joest disse: “È stato veloce fin dalle prime sessioni di prove. Durante la gara ha trascorso circa quattro ore a parlare con noi, dandoci suggerimenti per rendere la vettura più veloce. Senna voleva sapere tutto della 956. Ha lavorato in modo molto professionale”.

Appena arrivato a Londra, Ayrton telefonò a Piedade dandogli delle indicazioni sulla messa a punto della Porsche 956 New-Man. Piedade riempì due pagine dell’agenda e inviò tutti i dati a Reinhold Joest, che rimase entusiasta. Nemmeno Pescarolo, in tanti anni di carriera, era così preciso nell’analizzare il comportamento di una vettura. Il team sperò di poter ingaggiare ancora il brasiliano, ma la riposta fu un secco “non mi interessa.