La Paralisi di Bell compromette per Senna l’inizio del Campionato 1985
Il Campionato del 1984 era ufficialmente concluso. Il campione? Niki Lauda. Ayrton, firmato il contratto con la Lotus per la stagione 1985/86, aveva davanti a se una stupenda estate brasiliana, il Natale in famiglia. Sul finire del 1984, però, gran parte della sua tranquillità venne meno a causa della Paralisi di Bell.
Senna iniziò a rendersi conto che l’angolo superiore della sua bocca non si muoveva, l’occhio destro diventava sempre più piccolo, faticava a sorridere e la palpebra non rispondeva più ai comandi. Aveva perso completamente il controllo dei muscoli. Sembrava vittima di un ictus ma, invece, nel 1984, a soli 24 anni, fu vittima della Paralisi di Bell. La paresi era dovuta a un’ infezione del nervo mastoideo, che trasmette i comandi dal cervello ai muscoli facciali periferici.
La paralisi di Bell causa un malfunzionamento dei muscoli di un lato del viso. La guarigione richiedeva un trattamento basato su alte dosi di cortisone. Ayrton, però, non sopportava il farmaco e, spaventato dagli effetti collaterali su reni, fegato e stomaco, smise di prenderlo e scelse un trattamento alternativo insieme al medico Haruo Nishimura, noto per la pratica di medicina alternativa.

Le cure non funzionano
I risultati sono scarsi, ed Ayrton è costretto a proseguire il trattamento con il cortisone, soprattutto in vista degli imminenti impegni con la Lotus in Inghilterra. Il brasiliano non usciva di casa e non parlava con nessuno, spaventato dalla sua condizione di salute. Non voleva farsi vedere in pubblico.
I giorni passavano e la situazione non migliorava. Prese così la decisione di parlare della sua paresi facciale al manager Peter Warr, che rimase scioccato quando vide la faccia storta del pilota. Decise di non partecipare ai test al Paul Ricard in Francia temendo per la sua salute, condizionata anche dagli eccessivi sbalzi di temperatura. Si rifiutò di partecipare ad un servizio fotografico per la Lotus, in quanto il problema era troppo evidente.
Ayrton non poteva ridere durate le foto che dovevano essere fatte per il comunicato stampa ed aveva paura dei giudizi delle persone. Il pilota viene, però, obbligato dal team, e le foto vengono scattate ugualmente. In Lotus erano seriamente preoccupati per la sua salute. Tornato in Brasile, tutti erano a conoscenza della sua malattia e Senna ricevette molti messaggi di solidarietà. Ayrton era sempre più preoccupato, pensando che la situazione potesse diventasse permanente.

Il miglioramento è lento e faticoso
La svolta cruciale arriva grazie all’aiuto del medico Sid Watkins, suo grande amico, che collabora a distanza col dottor Paulo Dauar. Ayrton era al limite della sopportazione. Irritato e depresso, era sul punto di rinunciare a tutto.
Le sue condizioni fisiche peggiorano ma, grazie al suo preparatore atletico Nuno Cobra, riprese gli allenamenti. La situazione inizia a migliorare attraverso un programma lento e graduale di esercizi moderati, che durò cinque mesi.
La ripresa fu lunga e umiliante, ma con costanza riuscì a superare le difficoltà fisiche e psicologiche. Giornalisti e fotografi approfittavano della sua condizione per divulgare foto del suo volto con il labbro paralizzato. La paralisi è ancora evidente, e durante la conferenza stampa per annunciare lo sponsor “Banco Nacional”, gli viene suggerito di indossare un cappellino blu recante il logo della banca per distogliere l’attenzione dalla sua condizione fisica.

Da quel momento, quello stesso cappellino blu divenne il suo segno di riconoscimento dopo l’iconico casco giallo. Tornato in Inghilterra, Ayrton riuscì a testare la Lotus 97T e riprese a rilasciare interviste. La paralisi facciale stava diventando argomento secondario. L’umore di Ayrton migliorò quando riuscì a capire che la paralisi fosse dovuta a un problema neurologico causato da un colpo in pista. Il brasiliano iniziò così a concentrarsi esclusivamente sulla nuova imminente stagione.
Sara Caprotti


