A Monza, Antonelli ci regala un’altra ragione per tornare a sognare

“Che emozioni ci regala questo ragazzo!” È una frase che abbiamo sentito spesso pronunciare da Carlo Vanzini, soprattutto negli anni in cui un giovane e promettente Charles Leclerc iniziava a regalarci le prime vittorie con la Ferrari. Eppure, per i tantissimi tifosi accorsi sul circuito italiano, il sogno di vedere il Predestinato sul podio si è infranto dopo appena pochi giri.

Dopo il botto – fortunatamente senza conseguenze per il monegasco – tra le tribune è calato il silenzio. Poi, solo lacrime e disperazione. La possibilità di una vittoria è sfumata dopo pochi chilometri. È difficile da ammettere, ma, ormai, ci si è quasi abituati ad accontentarsi delle piccole gioie. Di quelle emozioni che durano il tempo di un sorpasso, di una vittoria, di un podio. Giusto il tempo di dimenticare che il sogno Mondiale, ancora una volta, sembra essere così lontano.

Anni passati a sperare di tornare competitivi, di avere finalmente la possibilità di lottare per la vittoria di un titolo. O, magari, di tifare per il team con la vettura da battere. Anni di speranze e, soprattutto, delusioni. Senza sapere che, prima o poi, ci saremmo ritrovati a tifare non solo per una squadra italiana, ma anche per un pilota italiano. E, allora, a Monza, quella stessa frase Vanzini la riprende e la adatta a Kimi Antonelli.

Dalla scommessa di Wolff alla grande impresa del GP d’Italia

Da quella escursione nella ghiaia, proprio sul Tempio della Velocità, nella sua prima uscita ufficiale con la Mercedes, sono passati tre anni. Kimi era stato appena annunciato come pilota ufficiale della Mercedes, al posto di Lewis Hamilton. Una scommessa e una responsabilità enorme per Toto Wolff, che aveva deciso di puntare su di lui, portandolo direttamente nel team ufficiale senza passare da un team satellite. Un rischio che aveva scelto di correre. E che, oggi, viene ripagato.

Quest’anno, in Cina, avevamo già visto quanto significasse per Kimi quel primo successo in carriera. Dopo la vittoria, il bolognese si era lasciato andare alle lacrime davanti alle telecamere. Non erano solo lacrime di gioia. Era il modo per liberarsi del peso di un anno vissuto tra aspettative, critiche e dubbi, dopo una promozione in Mercedes che in molti avevano giudicato prematura. In quel momento, però, tutto sembrava finalmente avere un senso. Il sogno di vincere in Formula 1 era diventato realtà.

Ma i sogni, adesso, iniziano a diventare sempre più grandi. Soprattutto ora che si ritrova a essere il leader del Mondiale e ha appena realizzato di aver compiuto una vera e propria impresa. Aver vinto a Monza – “a casa nostra”, come direbbe lo stesso Vanzini – partendo dalla diciannovesima posizione della griglia. Battendo, per di più, il suo rivale, nonché compagno di squadra, alla guida della stessa monoposto. E domenica, ascoltando l’urlo del suo team radio e vedendolo con gli occhi lucidi, ci siamo commossi insieme a lui.

Antonelli a Monza: l’Inno di Mameli torna a suonare

Ma c’è qualcosa di ancora più speciale. Qualcosa a cui non eravamo abituati. A Monza, l’Inno di Mameli è tornato a suonare. Ma questa volta non per la Ferrari. Per un pilota italiano. Per anni abbiamo associato quella melodia alla Rossa, a una vittoria della squadra di Maranello.

Questa volta, durante la celebrazione, quelle stesse note hanno accompagnato un ragazzo italiano. Un ventenne che quel podio sembrava proprio non volerlo lasciare, quasi volesse vivere ogni istante, assaporare fino in fondo le emozioni di un momento fugace, irripetibile, che aveva atteso e inseguito per tutta la sua vita.

Per cui, tutta quella marea rossa, armata di cappellini, maglie rosse e bandiere con il Cavallino, radunata proprio sotto quel podio, ha messo da parte per un attimo ogni tristezza e ogni amarezza. Ha cantato l’inno italiano insieme a Kimi, lasciandosi trasportare dall’entusiasmo di quell’istante. E, poi, si è divertita a intonare le note della celebre “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri.

Ma questo è il potere dello sport. Perché in un mondo pieno di brutture, di dolore e di tragedie, capaci di colpire persino i nostri idoli, anche chi ha regalato tanto alla storia recente della Ferrari, il motorsport riesce ancora a regalarci un momento di leggerezza, di condivisione, di felicità assoluta. Un momento in cui, almeno per qualche ora, tutto il resto sembra rimanere fuori.

E Kimi, è anche grazie a te se oggi noi tifosi italiani siamo tornati a emozionarci, a cantare, a sognare. A ricordarci, ancora una volta, quanto sia bello essere italiani.

 

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Un post condiviso da Andrea Kimi Antonelli (@kimi.antonelli)