Lando Norris e il titolo mondiale: ancora possibile nel 2026?
Nonostante sia l’attuale detentore del titolo mondiale, la vittoria del GP d’Ungheria rappresenta per Lando Norris un vero e proprio momento chiave della stagione 2026. Il pilota, infatti, dopo un primo inizio Mondiale non esattamente fortunato, ha finalmente ritrovato il gradino più alto del podio. Un’azione che lancia un segnale importante nella corsa al titolo e che permette un momento di sollievo prima della pausa estiva.
Il weekend dell’Hungaroring ha mostrato anche una McLaren decisamente più competitiva rispetto alle uscite precedenti. Il dominio mostrato da Norris, capace di trasformare la pole position in vittoria, è stato favorito dall’introduzione di un consistente pacchetto di aggiornamenti. L’elemento principale? Un nuovo fondo.
La possibilità di un “bis”
Nel corso della stagione, il team Papaya ha dovuto fare i conti con numerosi problemi di affidabilità. Tra guasti elettrici alla power unit Mercedes, il doppio ritiro prima del via in Cina, un cedimento del cambio in Canada e un problema al motore a Monaco il team di Andrea Stella, infatti, ha avuto un inizio stagione particolarmente complicato.
Alle difficoltà sul fronte dell’affidabilità si è aggiunta anche una monoposto che, fino a questo appuntamento, non era riuscita a esprimere il livello di competitività atteso dal punto di vista aerodinamico. Prima del GP d’Ungheria, Norris occupava una posizione di rincalzo in classifica con appena 103 punti, ma il successo ottenuto gli permette di accorciare il distacco dal leader del mondiale, Kimi Antonelli. Nonostante il distacco di 91 punti da quest’ultimo, le possibilità di mantenere il dominio stabilito l’anno scorso non sono ancora finite. I punti disponibili sono ancora 275 e il Campionato, dunque, è ancora aperto.
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Gli aggiornamenti introdotti sembrano aver indicato a McLaren la strada giusta per lo sviluppo della vettura, anche se recuperare un margine così ampio contro una Mercedes capace di raccogliere risultati con grande continuità sarà tutt’altro che semplice. Ma, come sottolineato dallo stesso Norris, non impossibile. “Basterà” che la squadra disputi una seconda parte di stagione praticamente perfetta, senza margine di errore.


