Nyck de Vries è uno dei pochi piloti al mondo capaci di alternare al vertice due discipline profondamente diverse: la Formula E, dove corre con Mahindra Racing, e il Mondiale Endurance FIA WEC, dove guida una Toyota nella classe Hypercar. Classe 1995, olandese di Sneek, de Vries porta in dote un palmares già ricco — un titolo di Formula 2 nel 2019, un Mondiale di Formula E nel 2020-21 e, più di recente, la vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans 2026 — che lo rende una delle figure più versatili del motorsport contemporaneo.
La carriera di Nyck de Vries, dai kart alla Formula E
Nyck de Vries si avvicina alle corse fin da bambino, iniziando a guidare un kart a soli quattro anni. Dopo le prime gare locali in Olanda, nel 2008 esordisce nel karting internazionale e già alla sua seconda gara, nella WSK Euro Series di Muro Leccese, si fa notare tra i migliori della categoria: un’ascesa che culmina con i titoli mondiali di kart del 2010 e del 2011.
Il passaggio alle formule propedeutiche arriva nel 2012, quando entra a far parte del programma giovani piloti McLaren e comincia a correre nelle varie serie Formula Renault, vincendo nel 2014 sia l’Eurocup sia la Formula Renault 2.0 Alps, avendo la meglio, tra gli altri, su un giovanissimo Charles Leclerc. Dopo un terzo posto in Formula Renault 3.5 nel 2015 e una stagione in GP3, de Vries approda in Formula 2 nel 2017, dove nel 2019, non più supportato dalla McLaren, si laurea campione con il team ART Grand Prix in coppia con Nikita Mazepin, futuro pilota di Formula 1.
Lo stesso anno segna anche il suo ingresso in Formula E, con il debutto nella stagione 2019-20 al volante della Mercedes-EQ. È l’inizio di un rapporto fortunato: nella stagione 2020-21 de Vries conquista il titolo Mondiale piloti, resistendo a una lotta serratissima decisa solo all’ultima gara di Berlino. Confermato per difendere la corona nel 2021-22, ultima stagione del team tedesco in Formula E, chiude l’annata al nono posto in classifica.
Nyck de Vries in Formula 1 e nel WEC
Il talento mostrato nell’elettrico gli apre le porte della Formula 1: nel settembre 2022 debutta con Williams al Gran Premio d’Italia, sostituendo l’indisponibile Alexander Albon e conquistando punti al primo tentativo a Monza. La prestazione gli vale un sedile ufficiale in Scuderia AlphaTauri per il 2023, esperienza che però si interrompe dopo dieci Gran Premi con la sostituzione da parte di Daniel Ricciardo. Chiusa anticipatamente la parentesi in Formula 1, de Vries torna in Formula E con Mahindra Racing in vista della stagione 2023-24.
Parallelamente apre un nuovo capitolo nell’endurance, firmando con Toyota Gazoo Racing nella classe Hypercar del Mondiale WEC dal 2024 — categoria non del tutto nuova per lui, avendo già corso nel WEC anni prima con Racing Team Nederland e G-Drive Racing. Nella sua prima stagione con la casa giapponese coglie subito un successo, imponendosi alla 6 Ore di Imola: il primo passo di un percorso che lo porterà, due anni più tardi, al trionfo assoluto della 24 Ore di Le Mans.
La stagione in corso di Nyck de Vries
Formula E. Nella stagione 2025-26, l’ultima dell’era Gen3, de Vries è tornato prepotentemente sul podio dopo un lungo digiuno di vittorie: ha trionfato nel caotico E-Prix di Monaco e ha bissato il successo a Tokyo, in una gara resa complicata dalla pioggia e decisa da una bandiera rossa arrivata nel momento perfetto per Mahindra. Il pilota olandese ha chiuso l’annata all’ExCeL di Londra con un’altra prestazione di rilievo, salendo sul podio nell’ultima gara della categoria in configurazione Gen3 e concludendo il campionato al settimo posto, alle spalle del neo bicampione Pascal Wehrlein.
WEC. Il momento più alto della stagione in Hypercar resta senza dubbio la 24 Ore di Le Mans 2026: al volante della Toyota TR010 Hybrid #7, in equipaggio con Mike Conway e Kamui Kobayashi, Nyck de Vries ha rimontato dalla quattordicesima posizione in griglia fino alla vittoria assoluta, beffando la BMW M Hybrid V8 del Team WRT per appena undici secondi al termine di 381 giri. Si tratta del primo successo alla classica francese in carriera per l’olandese e del ritorno al trionfo per Toyota dopo quattro anni di dominio Ferrari, un risultato che ha permesso al costruttore giapponese di allungare in classifica costruttori.