Pierre Gasly è il pilota di riferimento e capitano dell’Alpine, con una vittoria e diversi podi in carriera. Francese, classe 1996, ha legato quasi un decennio della propria carriera alla famiglia Red Bull prima di trovare stabilità nel team di Enstone.

Gli inizi: dal karting al titolo GP2

Pierre Jean-Jacques Gasly nasce il 7 febbraio 1996 a Rouen, in Normandia. Cresce in una famiglia legata al motorsport e inizia a correre nei kart nel 2006. Dopo un terzo posto in Formula 4 francese (2011) e il titolo in Formula Renault 2.0 Eurocup (2013), entra nel programma giovani Red Bull.

Nel 2016 vince il campionato GP2 con il team Prema, battendo di misura il compagno di squadra Antonio Giovinazzi. Un titolo che, secondo gli accordi con la Red Bull, avrebbe dovuto garantirgli un sedile in Formula 1 immediato. Le porte restano invece chiuse per un anno: Gasly viene “parcheggiato” in Super Formula in Giappone. Qui sfiora il titolo, perso per soli mezzo punto a causa dell’annullamento dell’ultima gara.

Pierre Gasly: Il debutto in Formula 1 e la difficile parentesi Red Bull

Debutta in Formula 1 nel 2017 con Toro Rosso, sostituendo Daniil Kvyat, e viene confermato titolare nel 2018, mettendosi in mostra con un quarto posto in Bahrain. Le buone prestazioni gli valgono la promozione in Red Bull Racing per il 2019, al fianco di Max Verstappen.

L’esperienza si rivela però durissima: schiacciato dal confronto con l’olandese e privo, a suo dire, del supporto necessario per esprimersi, viene retrocesso in Toro Rosso a metà stagione. Viene sostituito da Alex Albon: stessa sorte toccata a Kvyat tre anni prima. Il weekend del GP del Belgio 2019 è segnato anche dalla scomparsa in un incidente di Formula 2 dell’amico Anthoine Hubert.

La rinascita a Faenza: primo podio e prima vittoria

Tornato in Toro Rosso, Gasly si rilancia subito: in Brasile 2019 conquista un clamoroso secondo posto. Si trattò del miglior risultato per il team dai tempi di Vettel a Monza 2008. Nel 2020, con la squadra ribattezzata AlphaTauri, arriva il momento più alto della carriera: la vittoria al GP d’Italia, proprio a Monza, resistendo agli attacchi finali di Carlos Sainz. È la prima vittoria di un pilota francese dopo Olivier Panis a Monaco nel 1996, e gli vale persino le congratulazioni telefoniche del presidente Emmanuel Macron.

Gli anni di consolidamento e il passaggio ad Alpine di Pierre Gasly

Negli anni successivi Gasly continua a mettersi in mostra con risultati solidi, tra cui un podio a Baku nel 2021, confermandosi un pilota da top team. Con il sedile Red Bull bloccato dal rinnovo pluriennale di Sergio Pérez, nel 2023 accetta la chiamata di Alpine, tornando così a correre per un costruttore francese al fianco di Esteban Ocon.

2026: capitano dell’Alpine nella transizione Mercedes

Dopo aver rinnovato il contratto fino al 2028, Gasly guida nel 2026 la delicata transizione tecnica della Alpine verso i motori Mercedes, abbandonando il propulsore Renault che per anni ne aveva limitato le prestazioni. Nonostante le difficoltà di adattamento alla nuova power unit, il francese centra un podio al GP di Monaco. Conferma il proprio ruolo di leader e riferimento tecnico del progetto Alpine.