Sprint MotoGP: Quartararo, la richiesta che spiazza la categoria
Sul tema delle sprint MotoGP, Quartararo riapre un dossier caldo nel paddock, proprio mentre la categoria valuta il nuovo formato di weekend per il 2027. Il concetto è semplice, anche se scomodo per gli organizzatori: se la MotoGP vuole assomigliare alla Formula 1 nella struttura delle qualifiche, dovrebbe copiarne anche il numero di sprint, oggi molto più basso rispetto al Motomondiale.
Il nodo del nuovo formato 2027
La MotoGP è vicina a un accordo sul nuovo formato di weekend per il 2027, di cui avevamo già raccontato i contorni nei giorni scorsi. La riforma prevede due sessioni di qualifica distinte, una per la sprint e una per il Gran Premio, a fronte di meno tempo dedicato alle prove libere. Oggi la griglia di partenza della sprint e quella del Gran Premio coincidono. Con il nuovo formato, invece, ogni gara avrebbe la propria qualifica, sul modello già adottato dalla Formula 1 nei weekend sprint. In MotoGP la sprint esiste dal 2023 e si corre in ogni round del calendario. La Formula 1, invece, la riserva a una selezione di gare: sei quest’anno e dieci a partire dal 2027.
È proprio questo scarto numerico a far discutere Quartararo. Il francese già nei giorni scorsi non aveva nascosto la propria contrarietà e ora, in una nuova intervista concessa a Motorsport.com, torna sul tema: “La mia opinione sulla sprint è che, se vogliono fare come la Formula 1, dovremmo avere lo stesso numero di sprint della Formula 1. Per me, è questo che dovremmo fare”.
Sprint MotoGP, perché Quartararo ne vuole meno
Quanto ai numeri, Quartararo si è detto soddisfatto anche di dieci sprint stagionali, come prevede il calendario di Formula 1 2027, e ha aggiunto di poter accettare pure una soglia di dodici. Un numero comunque molto più contenuto rispetto ai 22 round in cui la MotoGP propone oggi la sprint.
Più che una battaglia contro la sprint, la sua è una richiesta di coerenza. Se la nuova qualifica sprint sarà più stressante e più rischiosa per i piloti, il compenso dovrebbe essere una drastica riduzione del numero di eventi in cui quel rischio viene corso, in linea con la Formula 1. Queste le parole del francese: “È davvero intenso. La quantità di stress e tutto quello che viviamo durante le partenze. Per la sicurezza, sappiamo che la partenza è il momento più pericoloso. Quindi, se vogliono trasformare la qualifica in una sprint, penso che dovremmo copiare esattamente il modello della Formula 1″.
Il paddock diviso, i piloti senza voce in capitolo
Quartararo ha colto l’occasione anche per tornare su un tema che i piloti si trascinano da stagioni: la mancanza di un vero peso decisionale sul futuro della categoria. Secondo lui, le sprint sono state introdotte senza un reale confronto con la griglia, per cui è difficile immaginare che vengano ridiscusse ora. E chiude con una battuta amara: “Siamo qui per correre. Se ci dicono di fare ventidue sprint, facciamo ventidue sprint. Se ci dicono di farne dodici, ne facciamo dodici. Ma non siamo noi a decidere cosa dobbiamo fare”.
Non tutti nel paddock la pensano come lui. C’è chi ha proposto strade alternative, per esempio usare i tempi della sprint per definire la griglia del Gran Premio invece di introdurre una seconda qualifica dedicata. La richiesta di Quartararo solleva così una questione di coerenza: copiare la Formula 1 nella forma, con due qualifiche e un weekend più snello, senza ridurre anche il numero di sprint, significherebbe aumentare lo stress per i piloti in ogni round. La discussione non è ancora chiusa. Il formato 2027 dev’essere ancora ratificato in via definitiva e le parole del francese arrivano proprio nella fase in cui i team hanno ancora margine per pesare sulla decisione finale, sicurezza dei piloti compresa.
Camilla Trivellato


