WEC: La Safety Car ha ribaltato la 6h del Fuji
La Toyota ha conquistato una vittoria incredibile e insperata alla 6h del Fuji, sesto appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026. Per quasi tutta la gara, infatti, le Alpine avevano dominato la scena. Tuttavia, a 58 minuti dalla bandiera a scacchi, un ingresso della Safety Car ha rimescolato completamente le carte. Alla fine la TR010 Hybrid #8 di Buemi, Hartley e Hirakawa ha tagliato il traguardo per prima, lasciando ai rivali un boccone davvero amarissimo.
A provocare la neutralizzazione è stato un brutto incidente in curva 1 tra l’Aston Martin di Mattia Drudi e la McLaren di Finn Gehrsitz. Il pilota della 720S #58 ha colpito le barriere di sinistra, uscendo per fortuna illeso dal relitto.
Le riparazioni del guard-rail hanno richiesto parecchio tempo e la gara è ripartita soltanto a 20 minuti dalla conclusione. Nel frattempo, all’apertura della corsia box, tutti hanno effettuato l’ultima sosta. In pit-lane si è scatenato il caos totale del traffico, che ha penalizzato irrimediabilmente alcuni concorrenti.
La mossa vincente del muretto Toyota
Come già accaduto in passato, il muretto della Toyota Racing si è districato alla perfezione nella confusione. Gli strateghi hanno richiamato la #8, allora sesta, per un rapido rabbocco di energia, quanto bastava per arrivare in fondo. Hirakawa è così tornato in pista davanti a tutti, precedendo la BMW #15 del Team WRT.
Le due Alpine A424, invece, sono ripartite in terza e quarta posizione, perdendo così una potenziale doppietta. Charles Milesi ha lasciato strada alla gemella #36 del più veloce Victor Martins. In un paio di tornate Martins ha raggiunto e superato la M Hybrid V8 di Dries Vanthoor, lanciandosi all’inseguimento del leader.
Hirakawa, però, ha mantenuto il sangue freddo nei doppiaggi. Negli ultimi tre giri, con la pista libera, non ha commesso errori. Il giapponese ha quindi centrato un successo meritato e prezioso, per la gioia del pubblico di casa.
Alpine delusa, BMW sul podio e Cadillac in Top5
Martins e Jules Gounon hanno dovuto accontentarsi di un secondo posto molto amaro, soprattutto per come è maturato. Non è andata meglio a Milesi e Habsburg, quarti al traguardo senza riuscire a sopravanzare la BMW #15. Vanthoor, Marciello e Magnussen hanno infatti conquistato il terzo gradino del podio. Il trio ha completato una rimonta dalle retrovie grazie all’impeccabile muretto WRT.
La Cadillac-Jota ha chiuso in Top5 con la V-Series.R #38 di Aitken, Bamber e Bourdais. I compagni della #12, Stevens e Nato, hanno invece concluso in settima posizione. Alla quinta ora avevano infatti scontato un drive-through per un’infrazione in regime di Full Course Yellow. La stessa sanzione ha colpito anche la Toyota #7 di Kobayashi, Conway e De Vries, ottava alle loro spalle.
Tra le due Cadillac si è inserita, sesta, la Peugeot #94 di Jakobsen, Vandoorne e Duval. Dopo aver sofferto a lungo, la vettura ha saputo risalire la china nel finale.
Ferrari, Aston Martin e Genesis: occasioni sprecate
In casa Ferrari è arrivato soltanto il nono posto della 499P #51 di Giovinazzi, Pier Guidi e Calado. A circa 90 minuti dalla fine, un problema tecnico aveva costretto al ritiro la #50 di Molina, Nielsen e Fuoco. Nelle concitate fasi dell’ultima sosta, la #51 ha perso quasi mezzo minuto sugli avversari. Ferma fuori posizione, la vettura ha avuto bisogno della spinta dei meccanici. Impalpabile, invece, la 499P #83 di AF Corse di Kubica, Ye e Hanson, dodicesima.
Aston Martin e Genesis, dal canto loro, hanno sprecato l’occasione di ottenere i migliori risultati di sempre nel Mondiale. La Valkyrie #009 di Sorensen e Riberas, a lungo attorno alla quinta piazza, ha chiuso decima. Peggio è andata alla #007 di Tincknell e Gamble, addirittura quattordicesima. Durante l’ultima sosta aveva toccato la Toyota #8, facendola girare in curva 1. I commissari le hanno quindi inflitto 5 secondi di penalità.
Anche la Genesis ha raccolto molto meno del previsto. La GMR-001 #19 di Jaminet e Juncadella ha chiuso undicesima, pur avendo lottato a lungo per la Top5. La #17 di Derani, Lotterer e Jaubert, già attardata, ha poi tentato l’azzardo delle mescole da bagnato negli ultimi 30 minuti. La pioggia, però, non è mai diventata abbastanza intensa.
Infine, una foratura alla seconda ora ha condannato la BMW #20 di Frijns, Rast e Van Der Linde al tredicesimo posto.
LMGT3: Farfus firma il sorpasso decisivo per BMW-WRT
Anche in classe LMGT3 la 6h del Fuji si è decisa in extremis. La girandola di soste aveva portato in testa le Corvette di TF Sport, vicine alla doppietta. A ribaltare la situazione ci ha pensato Augusto Farfus, che al volante della BMW-WRT #32 ha piazzato i sorpassi decisivi nel finale.
Farfus ha così festeggiato con Leung e Gelael un successo davvero incredibile. Seconda l’Aston Martin-Heart of Racing #27 di James, Robichon e un indemoniato Mattia Drudi. Nonostante la foratura rimediata nel contatto con Gehrsitz, l’italiano ha firmato una rimonta straordinaria.
Le Corvette hanno terminato in terza e quinta posizione. La Z06 #34 di Eastwood, Yoluç e Dempsey ha preceduto la gemella #33 di Catsburg, Keating ed Edgar. Tra le due si è inserita la Ferrari-AF Corse #54, che Davide Rigon ha portato quarta per la prima volta in stagione.
Sesta la BMW-WRT #69 di Harper, McIntosh e Thompson, a lungo in lotta per il primato con Porsche-Manthey #91 e McLaren-Garage 59 #10. Hanno invece masticato amaro la Ford-Proton #77 e le Lexus-ASP #78 e #87, tra la nona e l’undicesima piazza.
Nessun punto, infine, per la Ferrari-AF Corse #21 di Rovera, Mann e Hériau: un contatto nel finale le ha causato la rottura di una sospensione. A mani vuote anche la Porsche-Manthey #92 e la Mercedes-Iron Lynx #79.


